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Giaietto, la gemma carbone!

Circa 300 milioni di anni fa, un clima caldo e umido e un’elevata concentrazione di CO2 favorirono la crescita di alberi giganti sulla Terra. In seguito, queste estese foreste furono sconvolte da varie catastrofi naturali, durante le quali gli alberi abbattuti furono trascinati da violentissime inondazioni e depositati in località anche molto lontane rispetto a quelle di origine. La successiva degradazione, assistita da funghi e batteri, ha portato a quelli che oggi conosciamo come carboni fossili.

Classificato come roccia sedimentaria, in quanto risultato della trasformazione di resti vegetali che sono stati compressi, alterati chimicamente e trasformati da calore e pressione nel corso dei tempi geologici, il carbone è un combustibile fossile, contenente prevalentemente carbonio e tracce di idrocarburi, ed è suddiviso in quattro tipologie differenti:

  1. Torba: materiale derivante da piante erbacee che ha subito un parziale processo di carbonizzazione, dall’aspetto spugnoso e filamentoso;
  2. Lignite: torba completamente carbonizzata, con contenuto di carbonio pari al 60-70%.
  3. Litantrace: carbone fossile con contenuto di carbonio del 75-90%, il più diffuso in natura e il più utilizzato a livello industriale e per la produzione di energia elettrica;
  4. Antracite: il carbone fossile più antico (risale a circa 400 milioni di anni fa), proveniente da resti vegetali preistorici, con una percentuale di carbonio pari all’80-90%. Ha colore nero e lucentezza metallica, è un carbone duro e fragile ed è più pesante degli altri.

Il Giaietto è considerato come varietà di Lignite, ma molto più solida e resistente, motivo per cui ha trovato così largo impiego come gemma e come pietra ornamentale. Recenti analisi, hanno stabilito che il Giaietto è un legno carbonizzato di un particolare tipo di conifera, l’Araucariacea, molto diffusa in Europa circa 180 milioni di anni fa. Si presenta come un materiale opaco, di colore nero intenso, molto leggero e tenero (teme il calore e i solventi). Sotto il microscopio, sono visibili sottili rigature, a testimonianza della sua origine organica che lo fa classificare come ‘mineraloide‘. Il Giaietto è un materiale da maneggiare con estrema cura, soprattutto durante le fasi di lavorazione o di montaggio, per realizzare gioielli o monili.

La varietà migliore e più pregiata di Giaietto è considerata quella della piccola località balneare di Whitby, nello Yorkshire (costa nord-est dell’Inghilterra), a causa della brillantezza superiore che può essere raggiunta sulla sua superficie e per la durata nel tempo all’usura. Altri giacimenti importanti si trovano in Francia (Aude), Germania (Wurttemberg), Russia, Spagna (Asturie), Polonia (spesso con inclusioni di Pirite) e in alcune parti del Nord America.

Il Giaietto è una gemma antichissima, tanto che i primi esemplari a noi noti sono presenti in una collana a sfere datata circa 13.000 anni fa, scoperta vicino Petersfels, a nord-est del Lago di Costanza, nella Germania sud-occidentale. Altri esemplari lavorati, ritrovati in Inghilterra, risalgono al 1.500 a.C.. I Romani importavano questa pietra dall’Anatolia (odierna Turchia). Il nome giaietto, infatti, deriva dal francese antico “jayet” o “jaiet“, che a sua volta deriva dalla parola anglo-normanna geet, che trova origine nel termine gagates, da Gagas, un fiume e una città della Licia, antica provincia romana sul Mar Egeo, a sud ovest dell’Asia Minore.

Conosciuto anche come ‘Ambra nera’, nel medioevo si credeva che il Giaietto scacciasse il malocchio e gli spiriti maligni, mentre i nativi americani lo credevano capace di proteggerli nella vita dopo la morte. La Spagna ne fu uno tra i maggiori produttori, sia utilizzato come gioiello sia come talismano, mentre i monaci cattolici lo richiedevano per utilizzarlo come grani del rosario. Ma questa pietra ha raggiunto il suo picco di popolarità nella seconda metà del 19° sec., dopo che la regina Vittoria la scelse per i suoi gioielli da lutto, dopo la scomparsa del marito (1861), da cui l’altro suo soprannome di ‘la pietra delle vedove’.

Il Candle coal (carbone candela), è un carbone meno pregiato che si forma prevalentemente da spore e pollini di piante, ed è molto usato come imitazione del Giaietto.

Testo a cura di Gennaro Giovatore
Gemmologo IGI-Antwerp

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