Teotihuacan-machere

La verità sulle Maschere di Teotihuacan

Sino a poco tempo fa si riteneva che le numerose maschere recuperate nei pressi dell’antica città di Teotihuacan, in Messico, fossero fatte di Giadeite e lavorate direttamente nell’aria di ritrovamento. Un recente studio, eseguito attraverso la scansione con microscopio elettronico, in grado di identificare gli atomi dei minerali che costituiscono un materiale, ha in realtà stabilito che queste maschere sono composte di serpentinite, un tipo di roccia, e lucidate con degli abrasivi a base di quarzo.

Lo studio ha anche stabilito che questi manufatti non sono stati realizzati nel sito di Teotihuacan, ma presso dei centri di taglio situati a circa 150 chilometri a sud, nello stato di Puebla, dove era reperibile il quarzo, tesi confermata anche da Geoffrey Braswell, antropologo presso l’University of California, San Diego (USA). “Tutto ciò che è stato scritto sulla realizzazione delle maschere Teotihuacan è falso.” ha dichiarato Jane Walsh, antropologo presso lo Smithsonian National Museum of Natural History di Washington (USA).

I dati di questa nuova scoperta sono stati presentati la scorsa settimana al convegno annuale dell’American Vacuum Society da Timothy Rose, un geologo dello Smithsonian. In totale sono state analizzate circa 150 maschere provenienti da diversi musei. Dal gruppo sono stati evidenziati soltanto tre falsi, che mostravano dettagli di lavorazione attribuibili a procedimenti e macchinari moderni.

All’apice del suo potere, nella prima metà del primo millennio d.C., la città di Teotihuacan, che si trova poco a nord dell’attuale Città del Messico, era la più grande e importante città del Nuovo Mondo. Ospitava più di 1.000 abitanti ed era composta da grandi piramidi, grandi edifici a più piani, ampi viali e numerose strutture cerimoniali. La città è crollata, per ragioni sconosciute, nel VII secolo d.C. e i suoi edifici sono stati rasi al suolo. Di questa grande civiltà sono comunque giunte sino a noi circa 600 maschere, distribuite in diversi musei di tutto il mondo, ma nessuno, sino ad ora, si era seriamente impegnato in uno studio approfondito del materiale in cui erano realizzate.

Credit: archaeologicalconservancy.org

Testo a cura di Gennaro Giovatore
Gemmologo IGI-Antwerp

Ti è piaciuto questo articolo? Dai anche ai tuoi amici la possibilità di leggerlo, utilizza i link dei Social Netwok che trovi in fondo alla pagina! 

Vuoi rimanere aggiornato su corsi, seminari, attività, nuovi prodotti o ricevere aggiornamenti dal mondo dei minerali, delle gemme e dei cristalli?

Iscriviti gratuitamente alla nostra Newsletter!