Africa alla riscossa: i Rubini del Mozambico

In Africa si sa, le giornate iniziano molto presto, ma presso i depositi di Montepuez, non è raro trovare numerosi minatori non autorizzati, chiamati ‘garimpeiros’, già all’opera poco prima dell’alba.

Queste miniere, infatti, di proprietà della Montepuez Ruby Mining (MRM), una filiale della Gemfields corporation, dal 2009 ad oggi hanno fatto slittare il Mozambico come primo paese produttore al mondo di Rubini. Ogni minatore, tra i garimpeiros, sogna di trovare un giorno un bel cristallo di grandi dimensioni.

I depositi di Montepuez, in cui si scava ‘a cielo aperto’, si trovano nel nord-est del Mozambico, in provincia di Cabo Delgado, hanno una capacità di campionamento di 150 tonnellate l’ora e coprono un’area di circa 33.600 ettari. I rubini  primari di questi depositi si sono formati quando fluidi derivanti dal magma hanno interagito con le rocce ospitanti, in un ambiente saturo di silice. Dopo centinaia di milioni di anni di erosione, i rubini sono liberati dalla roccia ospitante e trasportati e concentrati dalla forza dell’acqua, sino a stabilizzarsi come rubini secondari all’interno di questi depositi alluvionali. In questa regione il suolo è ricco di anfibolite – una roccia metamorfica ricca di feldspato bianco, mica e anfibolo verde scuro – contenente i cristalli di rubini.

Per l’estrazione del materiale nei depositi secondari, vengono costituite squadre di esplorazione composte da un geologo, un tecnico, e quattro o cinque lavoratori, cui viene assegnata una trivella da perforazione, in grado di creare fori lunghi una decina di metri. Il materiale estratto viene successivamente lavato, setacciato ed inviato alle camere di separazione. Gli operai addetti alla selezione, in realtà, non toccano mai i rubini, in quanto indossano guanti di gomma fissati ad un pannello di vetro, dietro cui viene continuamente scaricato il materiale da selezionare.Questo aiuta a ridurre la possibilità di furto.Le pietre recuperate vengono inserite in due fori, uno per granati e l’altro per i corindoni, grazie principalmente, all’identificazione sulla base dell’aspetto visivo e morfologico dei cristalli. Successivamente, i corindoni vengono prima separati in base al tono, scuro per i rubini e chiaro per gli zaffiri rosa, e in seguito divisi in ulteriori quattro categorie: premium, facet-grade, materiale traslucido o opaco e solo corindone. I cristalli di maggior pregio, infine, vengono suddivisi per trasparenza, colore e peso.

La maggior parte dei rubini estratti, viene commercializzata in Sri Lanka e Thailandia, dove viene rivenduta ai diversi compratori stranieri. Nella prima vendita all’asta, tenutasi nel mese di giugno del 2014, il totale degli acquisti da parte dei soli compratori USA è stata pari a 33.500.000 $.

I rubini di Montepuez sono molto importanti per il commercio delle pietre preziose, grazie soprattutto alle grandi quantità e alla vasta gamma di qualità e di dimensioni prodotte. I loro colori sono in grado di colmare il divario tra quelli delle classiche fonti della Birmania (altamente fluorescenti e con un basso contenuto di ferro) e quelli provenienti da Thailandia e Cambogia (debolmente fluorescenti ma con un alto contenuto di ferro). Mentre rubini devono il loro colore rosso al cromo, il colore viene modificato dalla presenza di ferro, che riduce la fluorescenza cromo causato. Un aspetto interessante dei rubini provenienti dai depositi di Montepuez, è la loro gamma molto variabile di contenuto di ferro, da quasi nulla dei rubini birmani a molto alta dei thailandesi e cambogiani. Ciò significa che i rubini di Montepuez sono potenzialmente in grado di soddisfare i gusti di una vasta gamma dei diversi mercati. Inoltre, per quanto riguarda la qualità, una piccola ma significativa percentuale di questo materiale ha una combinazione di colore e di chiarezza tale da non richiede un trattamento termico.

Circa il 90% dei dipendenti della MRM è composto di abitanti locali. L’azienda sostiene la forza lavoro non solo attraverso stipendio e benefici, ma anche aiutando a sviluppare una serie di competenze che potranno essere utilizzate anche dopo che il deposito sarà esaurito. L’azienda impiega circa 600 persone ed è una delle più grandi del paese.

Credit: gia.edu – Photo by Vincent Pardieu/GIA